Montecarlo, 21 agosto 2026 – Doveva essere il primo vero banco di prova dopo il refitting. È diventato un secondo posto in tempo reale alla 21ª Palermo – Montecarlo per M07, che ha tagliato il traguardo alle 20:12 minuti e 05 secondi del 20 agosto. La prima importante conferma per la nuova vita di Marta07 e per il progetto Fast and Furio Young.
Il maxi 86 piedi del Fast and Furio Sailing Team, con Furio Benussi al timone, Marta Benussi e un equipaggio che ha riunito i giovani del progetto Young con i velisti del senior team, ha portato a termine le circa 500 miglia da Palermo al Principato di Monaco al termine di una regata lunga, impegnativa e molto diversa da quella immaginata sulla base delle previsioni della vigilia.
Un risultato che assume un significato particolare perché arrivato al primo vero test offshore di M07 dopo il profondo programma di rinnovamento che ha interessato negli ultimi mesi l’imbarcazione. La Palermo–Montecarlo rappresentava quindi molto più di un appuntamento agonistico: era la prima occasione per sottoporre barca, nuovi sistemi ed equipaggio a centinaia di miglia consecutive di navigazione e verificare in condizioni reali la direzione presa dal progetto.
Una regata più lunga e complessa del previsto
Partita dal Golfo di Mondello il 18 agosto con una flotta di 39 imbarcazioni, la Palermo–Montecarlo ha proposto fin dalle prime ore condizioni che hanno richiesto continui adattamenti.
M07 si è inserita immediatamente tra i maxi protagonisti della regata, mantenendosi nelle posizioni di vertice, ma il percorso verso Monaco si è rivelato molto meno lineare e veloce di quanto lasciassero immaginare le previsioni. Già dopo Capo Gallo le prime scelte tattiche sono arrivate con un vento leggero intorno agli 8 nodi e frequenti variazioni di pressione. Nella successiva risalita verso la Sardegna e le Bocche di Bonifacio, le numerose transizioni hanno continuato a condizionare la navigazione, alternando fasi di vento debole a improvvisi rinforzi e imponendo continui aggiustamenti all’equipaggio.
Condizioni che hanno messo alla prova non soltanto la velocità di M07, ma anche l’affidabilità della nuova strumentazione, la qualità dei dati e la capacità dell’equipaggio di interpretare rapidamente l’evoluzione meteorologica.
Tra i momenti più impegnativi anche un alternarsi di sistemi temporaleschi nell’ultima parte della regata, affrontati da un equipaggio nel quale diversi giovani si trovavano per la prima volta a vivere una regata offshore di questa lunghezza e complessità.
Nelle ultime cento miglia, con M07 lanciata a una media vicina ai 20 nodi, anche l’alternanza al timone tra Furio Benussi, Guido Miani e gli altri timonieri dell’equipaggio si è trasformata in una sfida nella sfida, alla ricerca della punta di velocità più alta. A rendere ancora più significativo il carattere condiviso del progetto, la presenza a bordo di Edoardo Bonanno e Antonio Saporito, con i guidoni del Circolo della Vela Sicilia e dello Yacht Club Monaco, reduci dalla vittoria overall della precedente edizione, accanto ai giovani e ai senior del Fast and Furio Sailing Team.
Furio Benussi: «È stata una regata lunga e impegnativa ma l’equipaggio ha fatto un lavoro eccezionale e sono particolarmente orgoglioso dei nostri giovani. C’è ancora molto da sviluppare, ma la strada è quella giusta. Ringrazio tutti i nostri sostenitori e soprattutto i partner che ci permettono di portare avanti il progetto Young», sottolinea Benussi «Sono convinto che per questi ragazzi questa regata resterà un ricordo indelebile. Quando avranno la mia età ne parleranno ancora tra loro e ricorderanno le emozioni vissute insieme in queste 500 miglia. Per me è questo che significa futuro: riuscire a lasciare qualcosa della nostra esperienza a questi ragazzi, perché un giorno possano essere loro a portarla avanti.»
Le 500 miglia hanno infatti trasformato in esperienza concreta il principio sul quale è nato Fast and Furio Young: non creare un progetto giovanile parallelo all’attività agonistica del team, ma portare i ragazzi dentro la vela d’altura vera, mettendoli nelle condizioni di imparare lavorando fianco a fianco con velisti di grande esperienza.
A bordo, insieme a Furio Benussi, Marta Benussi, Michele Malandra, Guido Miani, Edoardo Bonanno, Antonio Saporito, Kim Magnani, Noe Magnani, Andrea Ballico, Mitja Beltram, Stipe Vitaljic, Lorenzo De Stefano, Iztok Knafelc, Enrico Nali, Tomaz Copi, Giulio Gessi, Andrea Storici, Alberto Fantini e Thomas Zajac.
La Palermo–Montecarlo è finita, ma per M07 il viaggio non lo è affatto. Prima di tornare alla base, il maxi del Fast and Furio Sailing Team dovrà affrontare circa 1.250 miglia di trasferimento fino a Trieste, in un quadro meteorologico che già nelle ore successive alla regata ha richiesto particolare prudenza.
Un altro tratto di mare da affrontare prima di riportare M07 a casa e iniziare ad analizzare dati, performance e margini di miglioramento emersi in queste prime 500 miglia. Alla partenza da Palermo il Fast and Furio Sailing Team cercava soprattutto una risposta: capire se il grande lavoro fatto su M07 avesse preso la rotta giusta.
Il secondo posto è il primo responso, ma forse il risultato più importante sono quei giovani che sono saliti a bordo a Palermo e che a Montecarlo sono scesi con 500 miglia di esperienza in più.
